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Relazione introduttiva

·     il corso di formazione per collaboratori scolastici è stato tenuto sul tema "L'assistenza di base agli alunni in situazione di handicap" ed è stato rivolto a n. 2 collaboratori scolastici di ogni scuola. L'articolazione è stata organizzata in tre moduli di 40 ore ciascuno (di cui 30 di formazione in aula e 10 di esercitazione in situazione) che sono stati distribuiti nel territorio provinciale al fine di favorire la partecipazione dei corsisti. Sia durante lo svolgimento dell'attività corsuale sia al termine della stessa, i corsisti hanno sottolineato l'importanza di tale esperienza formativa ed hanno altresì espresso l'istanza relativa allo sviluppo delle opportunità formative per il personale A.T.A. sui temi dell'integrazione;

·     il corso di "Alta qualificazione" sui temi dell'handicap grave, con peculiari approfondimenti sul ritardo mentale e sull'autismo, della durata di 80 ore è stato rivolto ai docenti con titolo di specializzazione sul sostegno. Relativamente a tale esperienza, si sottolinea la particolare importanza ed utilità di alcuni momenti formativi che - organizzati anche in forma seminariale - sono stati aperti alla partecipazione di docenti curricolari e docenti senza titolo utilizzati sul sostegno, consentendo una più intensa comunicazione nell'ambito del corpo docente sul tema dell'integrazione.

E’ in corso di realizzazione un’attività di formazione rivolta ai dirigenti scolastici  (il numero consistente di dirigenti incaricati pone di grande urgenza la questione),  ai docenti di sostegno e non, alle famiglie.  L’attività è organizzata in moduli tematici a scelta.

Sono attivi tre moduli tematici a scelta:

- Rete territoriale per il sostegno

- Ruolo delle famiglie

- Tecnologie a supporto dell’integrazione.

Dati quantitativi

Si registra una sostanziale stabilità degli alunni della scuola dell’infanzia e elementare; un tendenza alla flessione nella scuola media  e un aumento nella secondaria di secondo grado.  La presenza  numericamente più consistente riguarda gli istituti professionali. 

Le risorse per il sostegno all'integrazione scolastica sono assegnate alle scuola sulla base di accordi tra l'Amministrazione scolastica, l'Azienda U.S.L. e gli EE.LL. che, sia all'interno del GLIP sia nell'ambito degli specifici incontri territoriali, provvedono ad effettuare con le scuole le necessarie analisi individualizzate dei bisogni e la definizione - per ogni alunno - dei possibili servizi attivabili (docente di sostegno, educatori, assistenza di base, sussidi, altri servizi). Tale prassi, peraltro consolidata, si dimostra efficace sia per il miglioramento dei servizi sia per qualificare ulteriormente le relazioni tra la scuola e il territorio.

La provincia di Rimini, soprattutto nella zona costiera, registra una continua e intensa mobilità di alunni  provenienti sia da   altre regioni che da altri stati.

Relativamente all'anno scolastico in corso ed a quello precedente, la distribuzione degli alunni in situazione di handicap nelle varie istituzioni scolastiche può essere così rappresentata:

Ordine e grado

Scuole
statali

Scuole
paritarie

Totali

a.s. 2002
/03

a.s. 2003
/04

a.s. 2002
/03

a.s. 2003
/04

a.s. 2002
/03

a.s. 2003
/04

Sc. Infan.

27

30

43

46

70

76

Sc. Elem.

206

212

30

30

236

242

Sc Sec. I grado

192

185

2

3

194

188

Sc. Sec. II gr.

149

170

2

3

151

173

Totali

574

597

77

82

651

679

Qualità dell’integrazione

Si sta registrando in provincia di Rimini un aumento di alunni per classe e un continuo inserimento dovuto al forte fenomeno dell’immigrazione.

Non appare ancora generalmente condivisa e praticata l’indicazione pedagogica e normativa che individua nell’insegnante di sostegno una risorsa a disposizione della scuola  e  sussiste ancora,   da varie parti,   un atteggiamento di delega al sostegno stesso dell’intera problematica  sollevata dalla presenza dei portatori di deficit.

Raramente la questione “handicap”  viene affrontata nei collegi docenti, se non per casi “esplosivi”.

Questa situazione si ripercuote sul vissuto degli insegnanti di sostegno, tant’è che,  non appena possibile,   la maggior parte di questi  chiede il passaggio a posti di scuola comune.

Questione da segnalare riguarda la mancanza di  un contingente consolidato e dunque stabile  in particolare per la scuola secondaria.   Alto è il   tasso di discontinuità del personale docente.

Gli Enti locali e l’unità operativa di neuropsichiatria infantile hanno validamente collaborato alla stesura dell’Accordo di programma e significativo è il loro impegno per  garantire un’effettiva integrazione/inclusione.   Buone sono le risorse messe a disposizione dalla Provincia e dai Comuni.

Gli educatori resi possibili grazie all’intervento  degli enti locali e i collaboratori scolastici appaiono, in genere,  umanamente motivati e professionalmente preparati.

Fin dall’inizio dell’anno scolastico,  l’AUSL  di Rimini ha inviato a tutte le scuole della provincia una comunicazione inerente la precisa definizione delle procedure per il rilascio delle certificazioni e per l’effettuazione degli incontri per l’integrazione scolastica. Ha inoltre designato un operatore AUSL  in tutti i  gruppi di lavoro di istituto e un relativo  completo elenco di reperibilità.

In provincia sono attivi tre poli per i sussidi didattici e tecnologici

La questione è la valorizzazione delle risorse presenti nel territorio  e l’offerta di idonee condizioni di esercizio a ottime professionalità già con una storia pregressa a proposito  di integrazione. Occorre lavorare per far sì  che il Polo   si ponga quale centro di attrazione e di deflusso (riceve ed emette),  struttura le direzioni di senso.

L’ipotesi è di trasformare ogni polo in un luogo di servizio volto a organizzare una rete a sostegno delle attività partendo dalle possibilità offerte dalla tecnologia.

Si tratterà di:

· accompagnare l’utlizzo dei sussidi con  docenti esperti

· garantire consulenza costante  e assistenza tecnica

· a partire dai bisogni individuali, costruire sussidi informatici capaci di rispondere alle specifiche istanze (personalizzazione delle situazioni)

· attivare forme di ricerca sul rapporto tra tecnologia e  handicap.

Per un’evoluzione di questo tipo, occorre però  che il polo per le tecnologie diventi un vero e proprio centro territoriale dotato di adeguate risorse non solo vincolate all'acquisto ed allo scambio di sussidi.

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